ARLECCHINO SERVITORE DI DUE PADRONI TESTO PDF

Truffaldino: Da Turin. Truffaldino: Corpo del diavolo! Me farissi bestemiar come un zogador. Pantalone: Adessadesso ghe rompo el muso.

Author:Murn Malagar
Country:Iraq
Language:English (Spanish)
Genre:Education
Published (Last):18 August 2007
Pages:15
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ISBN:443-1-59990-655-5
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Truffaldino: Da Turin. Truffaldino: Corpo del diavolo! Me farissi bestemiar come un zogador. Pantalone: Adessadesso ghe rompo el muso. Vagh a dirghe che el vegna. Quella giovine, a so tempo se parleremo a Smeraldina, e parte.

Clarice: Silvio mio, tremo tutta piano a Silvio. Silvio: Non dubitate; in qualunque evento sarete mia piano a Clarice. Pantalone: Pol vegnir qualche baronato a darme da intender delle fandonie. Smeraldina: Eppure quel morettino non ha una fisonomia da bugiardo. Voglio veder se mi riesce Con buona grazia di lor signori parte.

Beatrice: Signor Pantalone, la gentilezza che io ho ammirato nelle vostre lettere, non corrisponde al trattamento che voi mi fate in persona. Pantalone: La compatissa Ma chi xela ella, padron? Beatrice: Federigo Rasponi di Torino, per obbedirvi. Brighella: Cossa vedio? Pantalone: Mi resto attonito Me consolo de vederla san e vivo, quando avevimo avudo delle cattive nove. Beatrice: Lo so: fu detto che in una rissa rimasi estinto.

Pantalone: No so cossa dir. Clarice: Ah Silvio, siamo perduti! Qui Brighella? Come diamine qui si ritrova costui? Amico, mi par di conoscervi forte a Brighella.

Per amor del cielo, non mi scoprite piano a Brighella. Fazzo el locandier, per servirla forte alla medesima. Pantalone: Ho sentio tutto. Certo che ste lettere le me accompagna el sior Federigo Rasponi, e se ella me le presenta, bisognerave creder che la fosse Pantalone: Mo el xe elo lu.

Dottore: Accidit in puncto, quod non contingit in anno. Pantalone: La xe Clarice mia fia. Beatrice: Quella a me destinata in isposa? Clarice: Serva divota sostenuta. Pantalone: Cossa vorla far? La xe timida de natura. Silvio: No signore, non sono suo nipote altrimenti, sono lo sposo della signora Clarice a Beatrice.

Dottore: Bravo! Non ti perdere. Beatrice: Come! Voi sposo della signora Clarice? Pantalone: Via, via. Beatrice: Io poi non sono si delicato. Dottore: Che buon marito alla moda!

Dottore: Bravo, corpo di Bacco! Dottore: Padrone mio, V. La legge parla chiaro. Prior in tempore, potior in iure parte. Beatrice: Ma voi, signora sposa, non dite nulla?

Clarice: Dico che siete venuto per tormentarmi parte. Pantalone: Come, pettegola? Cossa distu? Beatrice: Fermatevi, signor Pantalone; la compatisco. Non conviene prenderla con asprezza. Col tempo spero di potermi meritare la di lei grazia. Beatrice: Se mi darete un poco di denaro, mi farete piacere; non ho voluto prenderne meco per non discapitare nelle monete. No vala a star da mio compare Brighella? Beatrice: Per oggi vi ringrazio.

Pantalone: Da chi? Pantalone: Vegno subito. Con so bona grazia. La scusa, se no la compagno. Beatrice: Non vi prendete pena per me. Pantalone: Bisogna che vaga. A bon reverirla. Brighella: Se pol saver, siora Beatrice? Beatrice: Chetatevi, per amor del cielo, non mi scoprite.

Vi sovverrete che Florindo mi amava, e mio fratello non voleva che io gli corrispondessi. Guardate dove conduce amore! Secondatemi, caro Brighella, aiutatemi; sarete largamente ricompensato. Beatrice: Come burlato? Beatrice: Se mi scopro, non faccio nulla. La lassa far a mi, la staga su la mia fede. La se lassa servir.

Beatrice: Andiamo alla vostra locanda. Nol sa gnanca parlar. Amor ne fa far di peggio parte. Co sto me patron se magna poco, e quel poco el me lo fa suspirar. Lu, sior no, el lassa i bauli in barca del corrier el va a far visite, e nol se recorda del povero servitor. Oh povero Truffaldin!

Per grazia del cielo, mi no so far gnente Florindo da viaggio con un Facchino col baule in spalla, e detto. Non puoi far questi quattro passi?

Facchino: Aiuto; el baul va in terra. Truffaldino: Se podess vadagnar diese soldi osservando il Facchino. Signor, comandela niente da mi? La possio servir? Truffaldino: Subito, la lassa far a mi. La varda come se fa. Florindo: Bravissimo. Truffaldino: Se nol pesa gnente!

Florindo: Vedete come si fa? Fazzo el facchin per desgrazia; ma son fiol de una persona civil. Florindo: Che cosa faceva vostro padre? Facchino: Mio padre? Facchino: Lustrissimo, la favorissa. Florindo: Che cosa? Facchino: I bezzi della portadura. Florindo: Quanto ti ho da dare per dieci passi? Facchino: Mi no conto i passi; la me paga stende la mano.

CE2353 SYLLABUS PDF

Il servitore di due padroni

Alla promessa assistono Smeraldina , giovane serva di Clarice a casa di Pantalone e Brighella , locandiere veneziano che fa da testimone. Inaspettatamente, nella scena irrompe Truffaldino, il giovane servo venuto per annunciare il suo padrone; si tratta proprio di Federigo Rasponi, venuto in Venezia per incontrare la sua futura sposa e per chiarire gli affari sulla dote della ragazza. Non soddisfatto del trattamento di Beatrice, che trascura gli orari del pranzo e lo lascia spesso da solo, per uno scherzo del destino si trova a servire un altro padrone, che si rivela essere Florindo Aretusi sotto il falso nome di Orazio Ardenti. Per svincolarsi da situazioni critiche, Truffaldino non fa altro che creare guai su guai. Il servitore deve giustificare a Beatrice come mai sia entrato in possesso di lettere che appartengono a Florindo.

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